Al rettore dell’Università più autorevole e importante d’Italia anche se un po’ in declino, non proprio un vero consiglio di lettura ma una proposta di diffusione di lettura. Sicuramente Ivano Dionigi conoscerà Un’etica del lettore di Ezio Raimondi, uno delle personalità più rappresentative della sua Università, ma la nostra proposta è quella di regalarlo a ogni matricola, di qualsiasi facoltà. Perché nelle poche ma preziose pagine della riflessione di Raimondi sulla lettura ci sono tutti i valori che dovrebbero essere alla base di ogni corso di laurea, dall’etica alla solidarietà, dall’ascolto dell’altro alla capacità di pensare. Come lo stesso Dionigi ama sottolineare “il sistema universitario italiano nel suo complesso deve recuperare alcuni importanti valori. Primi fra tutti: la parola, la memoria e la relazione con il mondo reale”. Nel libro di Raimondi c’è tutto questo e la dialogicità della lettura può essere un luogo comune di incontro tra docenti e studenti, tra la città e l’università, tra passato e futuro: “Nel silenzio della lettura, in una solitudine che ritrova una comunità di voci solidali e resposabili perché libere e diverse, la letteratura con la forza originaria della parola inventa e pensa, vincolata al tempo e al suo trascorrere inesorabile. Nel suo limite, oggi, sta anche forse la sua vocazione esistenziale, la sua funzione antropologica di trasformare la memoria in esperimento, in costruzione dell’uomo”. Sfido chiunque a dirlo meglio.
Ezio Raimondi, L’etica del lettore, il Mulino, 2007, p. 76, e. 7
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La rielaborazione del mondo recata da ogni testo è “un artefatto creato da una mente per essere offerto ad un’altra”. Ogni (grande) scrittore trova il modo di dare nuovi significati ai termini. Ciascuno di noi, più o meno sensibilmente e consapevolmente, contribuisce, come lettore e come parlante, a fare lo stesso.
Nell’atto dello scrivere – e nell’atto del leggere – libertà ed eguaglianza si affermano contemporaneamente, direbbe Sartre?