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Sara Tommasi

11 Feb

Ad Azazel è arrivata questa lettera di Fabrizio Tonello attualmente Fulbright Visiting Professor all’università di Pittsburgh, in Pennsylvania. Azazel è lieto di inoltrare la richiesta, declinando ogni responsabilità legale per gli sviluppi successivi.

Gentile Signorina Tommasi,
leggo in un’ intervista di questi giorni che Lei è sanamente interessata a vigorose e frequenti attività erotiche e che “ Certo, se un ministro mi offrisse 15.000 euro… ma è solo un’ ipotesi” . Vorrei quindi prendere al volo la Sua pubblica offerta, prima che le richieste si moltiplichino in modo incontrollabile riducendo la sua vita a qualcosa di simile a quella delle protagoniste di Pantaleon e le visitatrici (Einaudi) di Mario Vargas Llosa. Quindi ho già dato ordine alla mia banca di preparare un bonifico a Suo nome, che Le verrà prontamente inviato non appena fornirà le Sue coordinate bancarie. In attesa di incontrarci in una località di Suo gradimento per il congresso carnale di cui al nostro accordo, devo avvisarla che la possibilità di un pagamento rateale sarebbe oltremodo gradita: non essendo io ministro ma semplice docente universitario, ancorché in un ateneo piuttosto antico e prestigioso, e avendo il governo presieduto da un Suo conoscente recentemente ridotto i nostri stipendi, sarò costretto a chiederLe una ratealizzazione dei 15.000 euro di cui sopra. Spero la proposta di 200 euro al mese per 75 mesi possa essere accettabile per Lei. In fondo, sono solo sei anni e tre mesi e nel 2017 Lei sarà ancora in attività: in televisione e in altri campi. D’ accordo? In attesa di una Sua gentile risposta, mi permetto di consigliarLe un libro assai pregevole, di Jacques Le Goff: Lo sterco del diavolo. Il denaro nel Medioevo, edizioni Laterza.

Rispettosamente Suo,
Fabrizio Tonello


J. Le Goff, Lo sterco del Diavolo. Il denaro nel Medioevo, Laterza (2010, XV, traduzione di P. Galloni), pp. 219, 18 eu

 

 

 

 

 

 

 


M. Vargas Llosa, Pantaleon e le visitatrici, Einaudi (2001, traduzione di A. Morino), pp.276, 9 eu

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Nicole Minetti

7 Feb


A Nicole Minetti regaliamo il libro di G.M. Màrquez, Memoria delle mie puttane tristi (Mondadori, 2005). La consigliera regionale, in questo periodo, la vediamo piuttosto disorientata, fra un interrogatorio e l’altro, fra frasi che dice (ai PM), che non dice (sempre ai PM) e che ha detto (non ai PM ma ad alcune sue amichette, qualche tempo fa, e che sono annotate nelle certosine intercettazioni che tutta Italia ha potuto leggere). Frasi da cui, sostanzialmente, emerge una fondamentale ignoranza della psiche del frequentatore di prostitute, anche noto come “utilizzatore finale” – ma il titolo cambia a seconda dell’avvocato che lo assiste. Grazie a Memoria la Minetti potrà finalmente andare al di là di quei lombi flaccidi di cui amava sovente lagnarsi al telefono, e potrà finalmente scoprire cosa si agita nella lutulenta mente di questa categoria di individui: potrà comprenderne meglio la personalità, perdersi in quegli onorevoli labirinti intellettuali e scoprire come mai, al centro, si trovi sempre una minorenne a cui dà la caccia un Minotauro. Da (far finta di) leggere mentre è in seduta consiliare, per evitare le domande dei giornalisti.

G. Garcia Marquez, Memoria delle mie puttane tristi, Mondadori (2005, traduzione di A. Morino), pp. 141, 14,00 eu.

mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmG

Giovi a Nicole, dall’alto della sua cultura universitaria certificata da una Lode, leggere qualche verso. Ma non lo  faccia ricorrendo ai classici della letteratura da supermercato, cerchi un’opera che stia alla pari della sua formazione, non un semplice libro, quanto un monumento di quel Paese a cui la Consigliera si dedica anima e corpo con le sue insostituibili prestazioni intellettuali.
La scelta non potrà che ricadere sulla Commedia dantesca, dal 2007 disponibile in una prestigioso fac-simile del manoscritto Riccardiano-Braidense, edito da Salerno Editrice in tiratura limitata. Tra queste pagine la politica e la morale, l’abiezione e la virtù stanno tra loro come Beatrice sta ad Ugolino, e i percorsi di fede sono il mastice che fissa le maglie scomposte della storia e l’attualità trecentesca. Varrà quindi la pena di rispolverare e approfondire semplici reminescenze scolastiche in virtù dell’alto incarico ricoperto e riconsiderare se nel 2011, a 700 anni dalla stesura della Commedia, alcuni versi possono essere considerati semplici invettive o azzeccate profezie: Ahi serva Italia, di dolore ostello,/nave sanza nocchiere in gran tempesta,/non donna di province, ma bordello!//.

 

La Commedia, con il commento di Iacomo della Lana, nel ms. Riccardiano-Braidense, Tiratura mondiale di 599 esemplari numerati + 26 fuori commercio distinti con lettere dell’alfabeto, Salerno Editrice; € 1.700,00, ISBN 978-88-8402-597-5;