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Vittorio Zucconi

13 Dic


Nel 25ennale della sua definitva emigrazione a Washington, consigliamo, e perfino regaleremmo, questo libro al nostro amatissimo Vittorio Zucconi (non Guglielmo). Essere un italoamericano privilegiato, non uno di quelli che vede il mondo dalla cucina di una pizzeria di Bensonhurst, è destino toccato a ben pochi suoi connazionali. E quell’aria di satollo compiacimento che permea talvolta le sue storie nuovaiorchesi, washingtoniane, lasvegasite raccontate con occhio della bassa modenese, ci fa percepire nitidamente questa fortuna. A Zucconi (non Guglielmo), si diceva, regaleremmo allora il libro Scambi di David Lodge (Bompiani, 2001). Uno che di narrativa e di sense of humor se ne intende: è la storia di Philip Swallow e Morris Zapp, professori di letteratura inglese rispettivamente inglese e americano, e delle loro vite che a un certo punto si incrociano. Si scambiano il lavoro, le città, capacità di intendere e di volere, e perfino la moglie. E’ un libro che Zucconi (non Guglielmo) dovrebbe leggere quando sta per cedere alla tentazione di lamentarsi delle proprie origini: poteva andargli molto peggio, in questo scontro culturale Italia-Usa. Poteva essere inglese. Alla fine ci sentiamo particolarmente generosi verso di lui e gli regaliamo anche 63 partite da salvare di Gianni Brera (Mondadori, 1978). Questo libro è quello che ci vuole, dopo averlo visto tentare alta letteratura di opinione (nel senso, come opinionista televisivo) durante gli ultimi mondiali sudafricani con la destrezza di un mediano con due caviglie slogate (o di un quaterback con le ginocchia a pezzi, per farci capire meglio da Mr. Vittorio).

 

 

 

D. Lodge, Scambi, Bompiani (2001), pp. 243, 8,00 eu. [Traduzione di M. Buckwell e R. Palazzi]

 

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G. Brera, 63 partite da salvare, Mondadori (1978), fuori catalogo. [qui le biblioteche italiane dove potete trovare 63 partite ]

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