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Giorgia Meloni

24 Dic

Vorremmo che il nuovo anno s’aprisse con una rivoluzione linguistica. Come in un racconto di Rodari ameremmo ritrovarci in un mondo epurato dalla parola gioventù e i suoi annessi: uno stato di perenne incipienza, in cui non si ha mai il diritto di essere effettivamente qualcosa. In particolare, oggigiorno l’assenza di diritto coincide con la mancanza di mezzi di sostentamento ma, come spiega il ministro del caso, Giorgia Meloni, questo è il frutto delle «scelte politiche del passato [che] hanno garantito trattamenti e favori molto al di sopra delle reali possibilità dello stato».
In un libercolo a sua firma, dal titolo inconsapevolmente sarcastico di “Buon lavoro!”, il meno anziano dei ministri della storia repubblicana infarcisce di citazioni dotte il vademecum del galoppino del terzo millennio (lo stagista), mostrando una notevole incertezza sul fronte dei generi letterari (e non solo).
Inizia la sua pubblicazione edificante con una citazione da Shining, l’horror movie di Stanley Kubrick, come a rimarcare che, dopo la pernacchia di “Buon Lavoro!”, bisogna preparare i disoccupati con lode almeno al ‘genere’ di esperienza che stanno per vivere: un capolavoro dell’orrore!
Legga allora il Ministro uno che la teoria aristotelica dei generi letterari ce l’ha ben chiara e imbocca la strada del sermone cattolico sul merito e il privilegio fin dalle prime pagine, Pier Luigi Celli, La generazione tradita. Gli adulti contro i giovani. Ma se si risponde al dirigente LUISS in crisi per i suoi costosissimi laureati disoccupati con il ministro trentenne senza portafoglio e senza laurea, si capisce bene come vadano davvero le cose.
Basterebbe smettere di sfornare brutti libri e iniziare ad agire in concreta attuazione dei propri propositi, meglio se non sono stati scritti prima.

Pier Luigi Celli, La generazione tradita. Gli adulti contro i giovani, Mondadori 2010, p. 134, e. 17.

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Giorgia Meloni

29 Nov

Jonas è un bambino che sta per compiere dodici anni, e vive in un mondo perfetto, privo di sofferenze, guerre, dolore, organizzato nei suoi più meticolosi particolari. The giver – Il donatore di Lois Lowry (Giunti, 2010) è un libro bellissimo e il ministro Giorgia Meloni si merita questa lettura, sconvolgente e poetica insieme. Poi è un libro che apre ai giovani, ma non solo, una serie infinita di emozioni e commenti che potrebbe far nascere un enorme gruppo di lettura parlamentare, trasversale, civile, politico familiare. Così ognuno di noi potrebbe cercare di delineare il suo mondo perfetto. O forse anche no.

L. Lowry, The Giver – Il donatore, Giunti (2010), pp. 256, 14,50 eu.