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Ivano Dionigi

3 Gen

Al rettore dell’Università più autorevole e importante d’Italia anche se un po’ in declino, non proprio un vero consiglio di lettura ma una proposta di diffusione di lettura. Sicuramente Ivano Dionigi conoscerà Un’etica del lettore di Ezio Raimondi, uno delle personalità più rappresentative della sua Università, ma la nostra proposta è quella di regalarlo a ogni matricola, di qualsiasi facoltà. Perché nelle poche ma preziose pagine della riflessione di Raimondi sulla lettura ci sono tutti i valori che dovrebbero essere alla base di ogni corso di laurea, dall’etica alla solidarietà, dall’ascolto dell’altro alla capacità di pensare. Come lo stesso Dionigi ama sottolineare “il sistema universitario italiano nel suo complesso deve recuperare alcuni importanti valori. Primi fra tutti: la parola, la memoria e la relazione con il mondo reale”. Nel libro di Raimondi c’è tutto questo e la dialogicità della lettura può essere un luogo comune di incontro tra docenti e studenti, tra la città e l’università, tra passato e futuro: “Nel silenzio della lettura, in una solitudine che ritrova una comunità di voci solidali e resposabili perché libere e diverse, la letteratura con la forza originaria della parola inventa e pensa, vincolata al tempo e al suo trascorrere inesorabile. Nel suo limite, oggi, sta anche forse la sua vocazione esistenziale, la sua funzione antropologica di trasformare la memoria in esperimento, in costruzione dell’uomo”. Sfido chiunque a dirlo meglio.

Ezio Raimondi, L’etica del lettore, il Mulino, 2007, p. 76, e. 7

Angelino Alfano

10 Dic


Ci sono poi le metafore che la mente crea per non esprimere un pensiero, bensì per occultarlo, per rimuoverlo. Funzione analoga la metafora assolve quando, per sostituire parole censurate dall’inconscio o dall’orgoglio o dalla convenienza, assume i caratteri dell’eufemismo… Con quale più esatto segno definire il concetto di lodo applicato alla proposta normativa di uno scudo, un usbergo, una guarentigia? Non sappiamo se di rimozione inconscia si tratti, sì che possa riemergere dal profondo a seguito dell’interpretazione autentica, o di pudica censura dell’orgoglio mediato del sovrano o della convenienza condivisa dai pochi, ma crediamo che l’idea di veritade ascosa sotto bella menzogna non lo lascerà indifferente. Magari solo a livello inconscio.
Per questo vorremmo regalare al ministro Angelino Alfano il recentissimo volume di Francesco Galgano Le insidie del linguaggio giuridico. Saggio sulle metafore nel diritto (Il Mulino, 2010).


F. Galgano, Le insidie del linguaggio giuridico, Il Mulino (2010), pp. 184, 18,50 eu