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Paolo Guzzanti

28 Feb

Noi di Azazel non lasciamo mai sola la nostra Classedirigente. Vogliamo che si senta accudita. Abbiamo buona memoria e rispettiamo il principio della parità di trattamento. Sentiamo, in stridente contrasto con la Carta Costituzionale, rea di riottosità al cambiamento, il vincolo di mandato. E allora ci corre l’obbligo di un dono per Paolo Guzzanti, che si è traghettato dal piccolo Partito Liberale al gruppo di Iniziativa Responsabile, gemmato da quel Movimento per la Responsabilità Nazionale al quale non avevamo fatto mancare, nell’immediatezza della fondazione, un cesellato libello. Ritorno con Berlusconi, ma per batterlo. Sono le parole con le quali il deputato ha reso noto le intime motivazioni della sua decisione. Perché non tema che l’accreditiamo di una condizione deteriore rispetto a Calearo, Cesario, Scilipoti, per non essere annoverato tra i promotori, anche a lui dedichiamo un’opera teatrale di Jean Paul Sartre, Le mosche. Novello Oreste, compia simbolicamente l’omicidio rituale, indi, onusto del rimorso, si chiuda nel tedio dell’eroica solitudine (borghese) al quale lo condannerà l’incomprensione di una città intera, allontanando per sempre le malevole Erinni e le loro nefaste epifanie.

Jean Paul Sartre, Le mosche, Bompiani 1960-1991 [testo di difficile reperibilità]

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Massimo Calearo, Domenico Scilipoti, Bruno Cesario

15 Dic


Inès, hanno scompigliato tutti i fili. Se lei fa il minimo gesto, se alza la mano per frasi fresco, Estelle ed io sentiamo la scossa. Nessuno di noi può salvarsi da solo; dobbiamo o perderci insieme o cavarcela insieme. Scegliete. Certo il Movimento per la Responsabilità Nazionale non si riunisce in un salone stile secondo Impero, non c’è un valletto ad introdurli, Massimo Calearo non ha la viltà del disertore, Domenico Scilipoti non mostra l’improntitudine melliflua di chi ha spinto altri all’omicidio né Bruno Cesario ha le debolezze e l’ipocrisia dell’infanticida, però immaginiamo che non si crucceranno di stare insieme, loro tre, per sempre, dietro una porta chiusa dall’esterno, senza finestre né specchi, a cercare argomenti per convincersi della loro innocenza. E a leggere A porte chiuse di Jean Paul Sartre (Bompiani, 1995). È possibile giudicare tutta una vita da un solo atto?


J. P. Sartre, A porte chiuse, Bompiani (1995), pp. 173 [traduzione di Massimo Bontempelli] – il libro è esaurito, per conoscere la lista compleata delle biblioteche italiane dove è possibile leggerlo consultate internetculturale, per comprarlo in italiano, provate su maremagnum, in lingua originale qui.