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Nicole Minetti

27 Feb

Ad Azazel è arrivata questa nuova lettera di Fabrizio Tonello attualmente Fulbright Visiting Professor all’università di Pittsburgh, in Pennsylvania. Azazel è lieto di inoltrare la richiesta, declinando ogni responsabilità legale per gli sviluppi successivi.

Gentile Signorina Minetti,

vedo sulla CNN la Sua intervista, certamente concessa al prestigioso canale televisivo americano per provare, come ha detto Silvio B., che lei è “madre lingua inglese”. In effetti, mi sembra sia riuscita nell’impresa anche se certe frasi sono venute fuori un po’ zoppicanti, come quando l’intervistatore Le ha chiesto: “Sembra ci siano prove che Lei ha partecipato ad alcune feste in topless…” e la Sua risposta è stata: “I’m laughing because it’s seems, it’s, it’s very much I mean laughable, that’s all I can say.” Non sarebbe stato più straightforward, come dicono a Broccolino, rispondere: “I’m not a whore, you motherfucker”? (O, valorizzando la lingua di Dante e Petrarca, “Non sono mica una zoccola, figlio di puttana!”). Anche un passaggio successivo dell’intervista, quando Le viene chiesta ragione dei versamenti a Suo favore effettuati da Silvio B., risulta un po’ debole: il giornalista insinua che il passaggio denaro possa essere interpretato come il prezzo del Suo silenzio su ciò che avveniva ad Arcore e Lei risponde che c’è un’altra possibilità: “Or he was helping me, just because he cared for me. It could be one thing or the other.” Giusto, “one thing or the other”. Magari the other, no? Forse l’avvocato Ghedini avrebbe preferito una risposta più energica, del tipo impugnare la scarpetta con il tacco a spillo e conficcare la parte appuntita nell’occhio del ficcanaso. In ogni caso, sarà stato un utile esercizio per recuperare freschezza e spontaneità di espressione in inglese. Le auguriamo buona continuazione, suggerendo la lettura del libretto della “Traviata”, supporto indispensabile per meglio intendere il senso di un’aria di Placido Domingo: “Or testimon vi chiamo che qui, che qui, pagata io l’ho”.

Molto cordialmente,

Fabrizio Tonello

 

G. Verdi, La Traviata, Orchestra dell’Opera di stato bavarese diretta da C. Kleiber, Deutsche Grammophon, (2 cd) 26,90 eu.

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Nicole Minetti

7 Feb


A Nicole Minetti regaliamo il libro di G.M. Màrquez, Memoria delle mie puttane tristi (Mondadori, 2005). La consigliera regionale, in questo periodo, la vediamo piuttosto disorientata, fra un interrogatorio e l’altro, fra frasi che dice (ai PM), che non dice (sempre ai PM) e che ha detto (non ai PM ma ad alcune sue amichette, qualche tempo fa, e che sono annotate nelle certosine intercettazioni che tutta Italia ha potuto leggere). Frasi da cui, sostanzialmente, emerge una fondamentale ignoranza della psiche del frequentatore di prostitute, anche noto come “utilizzatore finale” – ma il titolo cambia a seconda dell’avvocato che lo assiste. Grazie a Memoria la Minetti potrà finalmente andare al di là di quei lombi flaccidi di cui amava sovente lagnarsi al telefono, e potrà finalmente scoprire cosa si agita nella lutulenta mente di questa categoria di individui: potrà comprenderne meglio la personalità, perdersi in quegli onorevoli labirinti intellettuali e scoprire come mai, al centro, si trovi sempre una minorenne a cui dà la caccia un Minotauro. Da (far finta di) leggere mentre è in seduta consiliare, per evitare le domande dei giornalisti.

G. Garcia Marquez, Memoria delle mie puttane tristi, Mondadori (2005, traduzione di A. Morino), pp. 141, 14,00 eu.

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Giovi a Nicole, dall’alto della sua cultura universitaria certificata da una Lode, leggere qualche verso. Ma non lo  faccia ricorrendo ai classici della letteratura da supermercato, cerchi un’opera che stia alla pari della sua formazione, non un semplice libro, quanto un monumento di quel Paese a cui la Consigliera si dedica anima e corpo con le sue insostituibili prestazioni intellettuali.
La scelta non potrà che ricadere sulla Commedia dantesca, dal 2007 disponibile in una prestigioso fac-simile del manoscritto Riccardiano-Braidense, edito da Salerno Editrice in tiratura limitata. Tra queste pagine la politica e la morale, l’abiezione e la virtù stanno tra loro come Beatrice sta ad Ugolino, e i percorsi di fede sono il mastice che fissa le maglie scomposte della storia e l’attualità trecentesca. Varrà quindi la pena di rispolverare e approfondire semplici reminescenze scolastiche in virtù dell’alto incarico ricoperto e riconsiderare se nel 2011, a 700 anni dalla stesura della Commedia, alcuni versi possono essere considerati semplici invettive o azzeccate profezie: Ahi serva Italia, di dolore ostello,/nave sanza nocchiere in gran tempesta,/non donna di province, ma bordello!//.

 

La Commedia, con il commento di Iacomo della Lana, nel ms. Riccardiano-Braidense, Tiratura mondiale di 599 esemplari numerati + 26 fuori commercio distinti con lettere dell’alfabeto, Salerno Editrice; € 1.700,00, ISBN 978-88-8402-597-5;